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Il mondo dei social media è in continua evoluzione e con esso anche il marketing che li sfrutta quale terreno fertile. Ciò implica la necessità di un costante monitoraggio del flusso di trend che giorno per giorno nascono, diventano virali e poi scompaiono dalle bacheche di Facebook o dai feed di Instagram.

Oggi, però, ci soffermiamo su una particolare categoria del social media marketing che, da qualche anno, sembra essere diventato imprescindibile: il real time marketing. Ma sarà davvero conveniente per tutte le aziende?

Real time marketing: di cosa parliamo

Facciamo chiarezza: con Real Time Marketing, tendenzialmente, si fa (o forse è meglio dire si faceva) riferimento all’abilità di un brand di rispondere ‘in tempo reale’ alle richieste esterne andando a migliorare la propria offerta di prodotti o servizi in base ai feedback ricevuti.  

Nell’allegro villaggio dei social media, purtroppo, il real time marketing ha assunto, invece, un significato leggermente deviato. Ci si riferisce, infatti, alla velocità con cui i brand inseguono un trend per sfruttare a loro vantaggio la visibilità data da un certo argomento. Motivo? Sempre meno rispondere ad una esigenza nata in un contesto di mercato e sempre più invece ottenere visibilità, in relazione ad un evento attuale e contingente. Con il rischio, a conti fatti, di faticare tanto ottenendo solo risultati vani (le cosiddette vanity metrics).

L’instant marketing, infatti, per essere di successo deve comprendere una somma di tempismo e creatività, con l’aggravante che spesso si lavora in tempi molto ridotti, inseguendo questo o quel trend per non bucarlo.  

Pensiamo alle famose giornate mondiali. Accanto a celebrazioni di tutto rispetto come le giornate mondiali contro la fame nel mondo o per i diritti dell’infanzia, quotidianamente i social vengono invasi da post celebrativi delle più svariate giornate mondiali. Ha davvero senso? Si può fare real time marketing in relazione a eventi di cronaca, politica, attualità, esternazioni di personaggi famosi, o ancora particolari anniversari.

L’estremizzazione di questo fenomeno è l’instant marketing, che potremmo tradurre in italiano come un marketing estemporaneo, che cerca proprio di sfruttare queste situazioni contingenti, per generare un dibattito col proprio pubblico, seguendo l’onda lunga dei social. Si fa la corsa per pubblicare un post su un argomento attuale, su cui TUTTI si credono in dovere di avere un’opinione. Anche senza la benché minima utilità ai fini aziendali, anzi col rischio di rivelarsi deleteria.

Come agenzia di comunicazione e digital marketing, molte volte i clienti ci chiedono “perché non sfruttiamo questo evento per un post di instant marketing?”. Con buona pace del Piano Editoriale che langue sul nostro file excel in attesa di una approvazione! Ma è proprio davanti a queste richieste dei clienti che dobbiamo essere concreti e porci (oltre che porre al cliente) LA domanda. È conveniente?

Instant Marketing: quando e come utilizzarlo

Fra gli addetti ai lavori si è col tempo creata una sorta di dicotomia fra fautori (e grandi sostenitori) da un lato, detrattori (spesso anche denigratori) dall’altro. Ma la questione, secondo noi, è un’altra. Prima di chiederci se vogliamo o meno inserire l’instant marketing nella nostra strategia di comunicazione occorre chiedersi: è conveniente per noi utilizzare il real time marketing? Che obbiettivi potrebbe consentirci di raggiungere? Nel caso in cui le risposte siano NO e NESSUNO, bisogna avere il coraggio di declinare.

Perché non dimentichiamo che a fine giornata, ciò che interessa davvero i professionisti del digital marketing, è sapere se siamo o meno riusciti a raggiungere gli obbiettivi che ci siamo prefissati. Che si tratti di generare nuovi lead, migliorare la percezione di un brand oppure di accrescere le visite al nostro e-commerce.

L’instant marketing sfrutta gli eventi, la loro componente emotiva e la capacità di generare un tam-tam mediatico. Per questo si rivela molto utile quando vogliamo sfruttare il megafono dei social media e inserirci nel flusso delle conversazioni. Per esempio, in caso di costruzione di brand awareness. E qui, ecco sorgere un’ulteriore precisazione. Non sempre e non per tutti è il momento giusto per inserirsi in un trend di instant marketing.

Forse ricorderete l’uscita politically incorrect del patron Barilla di qualche anno fa. Un no all’eventuale rappresentazione di una coppia omosessuale come testimonial per la propria pasta. In quel contesto moltissime aziende produttrici di pasta si schierarono, invece, a favore dei diritti degli omosessuali con post social e comunicati. È evidente che una presa di posizione di tal natura deve essere ponderata e rispondere alla identità dell’azienda in questione. Altrimenti rischia di essere solo un pericoloso boomerang.

In conclusione: l’instant marketing è senza dubbio un valido strumento per una strategia digitale, a patto di mettere in chiaro gli obbiettivi che con esso vogliamo ottenere, e soprattutto valutando caso per caso se un nostro post social relativo all‘evento che è diventato trend topic sia corrispondente alle aspettative del nostro target e in sintonia con la nostra voce. E voi da che parte state? Pro o contro instant marketing?