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L’attuazione del GDPR decreterà la parola fine all’email marketing? È questo un dubbio che attanaglia molti marketers nelle ultime settimane, mentre tutti si affannano per capire come mettersi in regola per essere GDPR compliance entro il 25 maggio 2018, data fatidica dopo la quale non sarà più possibile derogare. Ma potremo continuare a inviare ai nostri contatti le news letter o le aziende dovranno cambiare per sempre il loro modo di fare email marketing?

Email marketing: occorre un consenso esplicito

Una prima considerazione che può sembrare superflua ma non lo è: per ricevere una news letter un utente deve aver dato esplicito consenso. Come scritto nero su bianco nella considerazione 32 del General Data Protection Regulation il consenso deve essere “espressione di un atto positivo inequivocabile”. L’utente deve confermare non solo di autorizzarvi a trattare i suoi dati per gli scopi di cui lo dovrete informare, ma anche di essere d’accordo a ricevere le vostre comunicazioni in forma di newsletter. Come per la cookie law e il CSM WordPress

Già ora la ricezione di una news letter è vincolata dall’accettazione da parte dell’utente che il proprio indirizzo venga utilizzato per l’invio di comunicazioni da parte dell’azienda, dell’impresa o del sito web. Ma come ottenere questo consenso in maniera conforme rispetto al nuovo GDPR? Una precisazione contenuta nel nuovo regolamento prevede, per esempio, che l’iscrizione alla NL non sia obbligatoria per completare un acquisto on line. Se in fase di registrazione l’iscrizione alla NL è uno dei campi da compilare, va assolutamente evitato che tale campo risulti preventivamente spuntato.

Raccolta nuovi lead: single o double opt in

In generale le iscrizioni possono avvenire in due modi: single opt in o double opt in. La procedura del double opt in è senza dubbio la più qualificata per ottenere un consenso esplicito, proprio come sancito dal regolamento, anche se molti marketers obietteranno che è anche quella meno produttiva. In sintesi, si tratta di compilare un form, cliccare per acconsentire una prima volta, ricevendo poi un link sulla casella di posta indicata in fase di registrazione da cliccare ulteriormente per confermare l’iscrizione. Alcune statistiche dico che questa operazione secondaria fa perdere circa un 20% di possibili nuovi lead, ma i più attenti sanno anche che qualifica maggiormente i contatti così raccolti.

Email marketing: qualità e non quantità

Tutti i marketers sono d’accordo sul fatto che una mailing lista chilometrica che non converte o converte pochissimo, realizza moti bounce e ad ogni invio deve fare i conti con segnalazioni di spam non sarebbe un bel biglietto da visita per la vostra azienda. Il double opt in questo senso consente una pulizia dei contatti, col risultato di avere una lista meno numerosa ma di contatti selezionati, davvero interessati. Meglio preferire liste ristrette, specifiche per ogni settore aziendale, a cui inviare comunicazioni più in target.

GDPR e campagne di email marketing

Veniamo ora alle buone pratiche: la mail inviata tramite news letter deve possedere alcuni requisiti anche da un punto di vista giuridico. Deve essere presente un indirizzo reale e la sede legale dell’impresa dove si trova il titolare del trattamento dati personali. Il mittente, quindi, deve essere immediatamente identificabile. Ancora occorre che siano ben chiare le informazioni come il Codice fiscale, la Partita Iva o il numero del registro imprese (se necessario) che identifica l’attività del mittente della NL.

Ultimo ma non meno importante il link per la cancellazione. L’utente che ha ricevuto la vostra news letter anche dopo essersi regolarmente iscritto, deve poter liberamente e in qualsiasi momento avere la possibilità di essere cancellato dal vostro database, nella maniera più semplice possibile.

Disclaimer: il presente articolo ha valore di riflessione e non costituisce un riferimento legale.

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