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Buon compleanno! Oggi è l’ Internaut Day. Esattamente 25 anni fa, il 23 agosto 1991, al Cern di Ginevra nasceva la prima pagina web. Il suo aspetto era un tantino diverso da quelle a cui siamo ormai abituati, tanto da far sorridere i più giovani. Ma era l’inizio di una rivoluzione che avrebbe cambiato per sempre il nostro modo di lavorare, fare acquisti, comunicare, vivere, pensare.

In questa giornata, la Rete celebra se stessa e gli utenti dei social media si dividono in due categorie: quelli che sono grati a Tim Berners-Lee e a Robert Cailliau per il loro lavoro e quelli che vorrebbero riportare indietro il calendario a quando le nostre vite non erano permanentemente connesse… un mondo che ci piace immaginare meno stressante e più autentico (ma lo era davvero? E se lo era, ce ne rendevamo conto?). Un fatto è certo: chi denigra internet, lo scrive su internet! Quindi, volente o nolente, oggi è anche il suo compleanno, perché è anche lui un “nodo” dell’immensa Rete che ormai ci lega tutti, o quasi.

È proprio quel “quasi” che dovrebbe farci pensare. Esiste un “gap” importante tra l’evoluzione dell’ utilizzo di internet a scopo personale e il suo utilizzo a livello aziendale e professionale; un gap che le imprese faticano a colmare, soprattutto le pmi.

Un esempio? Le connessioni a internet crescono continuamente, in particolare dai dispositivi mobili come smartphone e tablet, che hanno facilitato l’accesso alla Rete anche ai senior (secondo l’ultimo report Audiweb, in Italia c’è stata una crescita del 46,5% in un solo anno di utenti over 55). Eppure, molte aziende non hanno ancora né un’applicazione né un sito fruibile da mobile. Di più: molte aziende non hanno ancora un sito internet o, se ce l’hanno, spesso si riduce a una pagina con una foto (brutta), l’indirizzo e il numero di telefono (la spiegazione classica: “così chi mi cerca su Google mi trova subito e chiama”). Nulla di male, per carità: ma è un peccato vedere uno strumento potente come il Web così poco utilizzato.

È come avere a disposizione un’astronave, utilizzarla solo per andare a fare la spesa e magari lamentarsi perché non si riesce a trovare parcheggio.

La difficoltà, tuttavia, è comprensibile: come è possibile apprezzare l’innovazione se non conosci le potenzialità dell’ “astronave” e i nuovi mondi verso cui può condurti? Senza contare che i suoi comandi e metodi di navigazione sono tutt’altro che intuitivi…

Nel 2001, ancora studentessa, feci un’esperienza come impiegata in una piccola e solida azienda che opera nel settore dell’energia. Cercavano un backoffice che fosse in grado di supportare il personale e la dirigenza in una “delicata fase di transizione dei processi di comunicazione interna”. La “delicata transizione” era il passaggio dall’utilizzo del fax alle email; un importante partner dell’azienda aveva infatti imposto un metodo di comunicazione più “green” e immediato. Ero molto giovane e utilizzavo le email da tempo, e mi colpì moltissimo vedere ingegneri d’esperienza, abituati a confrontarsi con complesse progettazioni industriali, lottare con uno strumento che a me appariva semplice ed immediato.

In quel momento capii che “semplice” ed “immediato” erano concetti molto relativi quando colpivano la sfera del quotidiano. Specialmente al lavoro. Capii anche che le aziende avevano bisogno non solo di informatici esperti, ma anche di professionisti in grado di trasformare i nuovi strumenti e le nuove tecnologie in un’efficace abitudine.

Il tempo mi ha poi fatto incontrare persone che condividevano la stessa intuizione; è anche grazie a loro che oggi esiste BrevaWeb. Oggi le sfide della comunicazione sono cambiate e si sono fatte ancora più complesse: alle email si sono affiancati i social media, la multimedialità, le applicazioni mobile. Ma il nostro obiettivo resta quello di sempre: mettere il digitale al servizio delle imprese.

Parlaci dei tuoi obiettivi; diventeranno anche i nostri.

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