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Realtà aumentata, realtà virtuale, realtà mista… ne sentiamo parlare da un paio d’anni ma sappiamo effettivamente come usarle e integrarle nella nostra attività di business?  

Il 2020 rappresenta più che mai l’anno dell’Online e del digitale, non più solo a livello ludico e ricreativo ma in ogni settore della società. Le tecnologie immersive non riguardano più solo l’intrattenimento ma sono un vero e proprio strumento di marketing che consentono di creare contenuti originali e ad impatto emotivo. 

La new reality dettata dall’emergenza sanitaria, che ha caratterizzato gli ultimi mesi, sta imponendo alle aziende un cambiamento radicale volto alla digitalizzazione e all’offerta di beni e servizi su piattaforme online. Se per alcuni prodotti è più semplice la conversione all’e-Commerce, per altri è l’integrazione con le nuove tecnologie immersive che potrebbe rappresentare la svolta.  

Le regole di distanziamento sociale imposte dall’emergenza e la ricerca di sicurezza igienica, non solo rendono impossibile incontrarsi nel mondo fisico, ma rendono anche meno attrattivo recarsi in negozio. È comodo fare acquisti online ma quanto è frustrante provare quell’abito tanto atteso per scoprire che non calza a pennello come sperato? Non sarebbe forte poter vedere come ci stanno addosso i vestiti senza doverci recare fisicamente in negozio? Si, ed è già possibile: per esempio, Gucci ha sviluppato una app che permettono di provare le scarpe puntando la fotocamera verso i nostri piedi. Il mese scorso Apple ha comprato la startup di realtà virtuale Spaces: un’azienda che crea spazi virtuali. Questo è solo un esempio di una lunga serie di acquisti che il colosso della Silicon Valley sta facendo in questo settore. Secondo l’analisi di mercato effettuata da Gartner, entro la fine del 2020 saranno 100 milioni i consumatori che acquisteranno vestiti e oggetti con l’ausilio della realtà aumentata.  

Non solo moda, le nuove tecnologie immersive possono essere integrate in ogni settore:  

  • nella formazione a distanza; 
  • nei concerti virtuali, come quello organizzato dalla World Health Organization in aprile e a cui hanno partecipato nomi come Lady Gaga, Andrea Boccelli, Billie Eilish, Shawn Mendez e Taylor Swift;   
  • nell’assistenza dei clienti; 
  • alla ricerca su Google, che sta rimettendo in commercio i propri Google Glass per utilizzarli nel motore di ricerca. L’idea è quella di poter esaminare in 3D l’oggetto della ricerca, utilizzando lo schermo del computer oppure la fotocamera del nostro smartphone per osservare l’oggetto nel mondo reale. 
  • Ikea ha ideato un’ app che consente di posizionare i mobili di casa in uno spazio virtuale per farci vedere l’effetto finale;
  • alcuni musei, come il British Museum o il Louvre di Parigi, hanno reso possibile la visita virtuale delle proprie gallerie;
  • la valorizzazione e la scoperta del territorio con Google Maps VR.
  • Negli States, Virtualitics permette di immergersi e visualizzare i big data in 3D all’interno di ambienti virtuali, realizzando uno scenario alla Minority Report
  • L’utilizzo di visori permetterà anche il monitoraggio dei flussi di produzione e guiderà gli interventi di riparazione da remoto. 

Le possibilità sono davvero tante. Gli strumenti e le idee non mancano: le novità tecnologiche e le conseguenti alternative contenutistiche possono essere spunti per migliorare il proprio business online e adattare la propria strategia di marketing. La situazione che stiamo vivendo sta solo accelerando l’adozione strategica di queste tecnologie immersive di cui nessuno potrà fare a meno in futuro, sia per riprodurre il rapporto umano compratore-venditore che per ricreare occasioni di incontro attorno a prodotti e a situazioni in cui è necessaria una compresenza di persone (come lo sport, l’intrattenimento e la cultura). La realtà aumentata ci permette di combinare finzione e realtà, dando vita a nuovi comportamenti e processi aziendali.