+41 79 814 51 04 info@brevaweb.ch

Blogger e copy sono due termini che ricorrono spesso tra le professioni digital, parole che in molti erroneamente utilizzano indistintamente, pensando di riferirsi a professionalità simili. Fughiamo subito ogni dubbio, cercando di fare un po’ di chiarezza nel dorato mondo di internet.

Il blogger per definizione scrive di ciò che gli interessa, che ama e che conosce. La sua è generalmente una scrittura che deve accattivare il lettore, interessarlo, provocarlo, farlo riflettere. Il blogger ha un personale tone of voice, che permea il proprio blog, attraverso un linguaggio specifico, uno stile, un carattere che si riflette nei contenuti testuali e visuali che produce per il proprio blog. Il blogger promuove la sua visione del mondo.

Il blogger sceglie un personale registro linguistico in base al target che sa essere attratto dai suoi post, e spesso misura la propria capacità di interessare (o provocare) il pubblico, con un’attenta analisi dei commenti e dei rumors relativi a ciò che racconta, a cui risponde in prima persona.

Il copy, al contrario, proprio perché scrive per professione, e può farlo in linea di massima relativamente a qualsiasi argomento, non sceglie un registro linguistico personale, ma di volta in volta utilizza il registro più adatto al target a cui sa di doversi rivolgere. Il copy scrive in base ad brief che gli arriva dal cliente ed è in grado di sviscerare il medesimo argomento con diversi approcci. Per esempio, è in grado di switchare da un livello linguistico ad un altro.

Facciamo un esempio pratico: se un copy sa a priori che se deve scrivere un testo relativo all’importanza delle prevenzione in ambito medico, potrà permettersi di usare un linguaggio specifico qualora il testo sia indirizzato ad una platea di medici, mentre dovrà fare appello ad un registro di uso più comune se il medesimo testo sarà indirizzato al grande pubblico.

Uno degli strumenti più duttili nelle mani del copy è lo storytelling, ovvero la capacità di raccontare e rendere interessante una storia (la storia di un progetto, la storia aziendale) attraverso l’utilizzo di una strategia di persuasione, rivolta al pubblico.

È proprio qui che si evince quella sottile differenza che ci spiega perché queste due figure, legate alla scrittura e su cui ancor oggi molto spesso si tende a fare confusione, non sono sovrapponibili. Un copy può anche essere un ottimo blogger, e diventare anche un influencer, relativamente ad un argomento specifico, un suo personale interesse magari, ma quando lavora come copy si eleva oltre il livello della scrittura personale.

Viceversa, non sempre o non per forza un blogger anche con milioni di follower deve essere un buon copy. Nel suo specifico settore di competenza il blogger può fare la differenza, per esempio, in una campagna di influencer marketing, proprio perché l’obbiettivo dei suoi contenuti è catturare l’attenzione e indirizzare le scelte del suo (ampio) pubblico.

Ma se ciò che vi interessa è avere un testo (o più in general un contenuto) che parli con la vostra voce, che racconti la vostra visione, e che magari sia in grado di adattarsi a diversi target, quello che vi serve è il contatto di un copy professionista.

Ora vi è più chiara la differenza fra blogger e copy? Continuate a seguirci perché presto analizzeremo il confronto fra il content marketing e l’influencer marketing.