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Nel mondo dei social network e di quanti usano i social media per lavoro non si parla d’altro da almeno una settimana: il nuovo algoritmo di facebook che penalizza i contenuti pubblici preferendo, invece, quelli postati dai contatti della nostra rete personale! Un ritorno alle origini per facebook o un modo per fare più soldi? Perché certamente una cosa che è andata sempre a crescere su fb è proprio la pubblicità, spesso a discapito anche di contenuti davvero interessanti.

Che il social network per eccellenza sia nato per connetterci o riconnetterci con le persone della nostra vita è un dato di fatto come dichiarato anche dal suo fondatore Mark Zuckerberg, ma questo potente strumento è diventato un utile alleato per campagne di marketing, visibilità ed engagement fra aziende e consumatori, rendendo centrale il ruolo del digital marketing e sovvertendo la comunicazione fra marchio e cliente.

Non assistiamo più ad uno scambio univoco, ma anzi, sempre più ad un dialogo fra le parti: si contano a centinaia i social media manager, anche di grandi gruppi, che intrattengono proficui dibattiti con il pubblico, rispondendo a domande, provocazioni partecipando a discussioni, creando un flusso di comunicazione, che parla di quello specifico brand, ininterrotto.

E col nuovo algoritmo? Secondo il comunicato ufficiale rilasciato dallo stesso Zuckerberg il motivo di questo cambio di rotta va ricercato proprio nell’utilizzo che tutti (soprattutto se siamo aziende) facciamo di Facebook. “Video e altri contenuti pubblici sono esplosi su Facebook negli ultimi due anni. Dal momento che ci sono più contenuti pubblici che post di amici e familiari, il saldo di ciò che c’è nel feed delle notizie si è spostato dalla cosa più importante che Facebook può fare: aiutarci a connetterci l’uno con l’altro”, si legge.

Newsfeed Facebook: più spazio ai contenuti di qualità considerati di nostro interesse

Il nostro news feed si popola prima di contenuti legati ai nostri interessi, condivisi dai nostri contatti, o che hanno suscitato engagement nella nostra rete. Già da tempo infatti i contenuti pubblici sono stati un po’ denigrati, favorendo una corsa all’advertising su Facebook, proprio per mantenere una visibilità nei confronti del proprio target di riferimento. L’ultimo aggiornamento e il nuovo algoritmo sembrano andare ancora di più in questa direzione, perché se il nostro news feed personale prediligerà le notizie e i post in cui c’è interazione con i contatti della nostra rete, sono anche sempre più le formule di sponsorizzazione che Facebook consente di usare per promuovere i propri prodotti o servizi.

Che questo implichi anche un (notevole?) aumento dei costi per il facebook advertising? Con molta probabilità sì e ridurrà drasticamente la visibilità di quanti non hanno (ancora?) un budget dedicato e che quindi non potranno permettersi di pagare per essere visualizzati.

Nuovo algoritmo Facebook: cosa cambia per le aziende

E le aziende? Il ruolo di Facebook fra gli strumenti per il digital marketing è senza dubbio di primo piano, quindi che si tratti di lanciare un prodotto nuovo, migliorare il posizionamento di un marchio o accrescere la brand awareness, i social media manager, quelli bravi, avranno l’arduo compito di creare contenuti validi attorno a cui magari grazie al digital storytelling costruire nuove forme di digital marketing.

In tutto questo dramma social c’è qualcuno che forse potrebbe trarne vantaggio, i professionisti del social media marketing, che vedranno così ripristinato il loro ruolo, a cui davvero occorrerà affidarsi, evitando di mettere la propria pagina pubblica o il proprio profilo business in mano a cugini e parenti vari, poiché mai come oggi la mancanza di una strategia pensata ad hoc per i social network comporterà un drastico calo di visibilità! Per emergere in un sottobosco sempre più fitto serviranno i giusti strumenti e chi li sa usare davvero e diventerà sempre più importante per la figura dei social media manager coltivare le discussioni sui propri contenuti, utilizzando tutte le conoscenze legate alla comunicazione.

Facebook torna alle origini: più centralità all’utente 

Ma il nuovo algoritmo riporta l’attenzione anche sulla centralità dell’utente. Grazie alla funzione “scegli chi vedere per primo”, per esempio, saremo noi in prima persona a scegliere cosa vedere e a mantenere vivo l’interesse su pagine di aziende o brand di nostro interesse, in maniera autonoma rispetto a quanto farà per noi. E il mondo dei media in generale come stampa ed editoria? Ricordate le battaglie contro il click bait di un paio di anni fa o più recentemente quelle contro le fake news? Facebook spesso colpevolizzata per il diffondersi del click bait (con la nascita di siti che non avevano nemmeno contenuti ma ripostavano solo spezzoni di articoli con titoli acchiappa click) aveva già modificato l’algoritmo per la visibilità, col risultato però che oggi anche le pagine “strillone”, ovvero dove i giornali lanciano una notizia per portare traffico al proprio sito saranno penalizzate se non riusciranno a coinvolgere il proprio pubblico. E proprio qui però sta il punto: per un sito che ha bisogno di aumentare il proprio traffico servirà creare engagement su Facebook? O saremo tutti costretti a ripiegare sugli instant articles? Certo, sono altro modo di acquisire visibilità su Facebook senza acquistarla, ma a quale pro? E soprattutto: per quanto sarà ancora così?